Il lavoro in Abruzzo mostra segnali di miglioramento e i numeri aggiornati alla fine del 2025 raccontano una regione che lentamente recupera terreno sul fronte dell’occupazione, anche se alcune fragilità continuano a emergere con chiarezza.
I dati relativi a dicembre 2025 indicano infatti un lieve ma costante aumento del tasso di occupazione, passato dal 62,1% al 62,4% nell’arco di dodici mesi. Un incremento contenuto, pari allo 0,3%, ma sufficiente per confermare una tendenza positiva che negli ultimi anni ha progressivamente ridotto il numero delle persone senza lavoro.
Secondo l’assessore regionale alle Attività produttive Tiziana Magnacca, il dato rappresenta un segnale incoraggiante. Non solo perché si avvicina alla media nazionale, ma anche perché arriva dopo un periodo complesso segnato prima dalla pandemia e poi dalle difficoltà economiche degli ultimi anni.
Un mercato del lavoro che migliora lentamente
L’aumento degli occupati ha avuto un effetto diretto anche sul tasso di disoccupazione, che in Abruzzo scende al 6,8%. Il calo è di circa 0,4 punti percentuali rispetto ai dati precedenti.
Il valore resta leggermente più alto rispetto alla media italiana, che si colloca intorno al 6,3%, ma la distanza si è ridotta rispetto al passato.
Guardando indietro di qualche anno la differenza è evidente. Nel periodo prima della pandemia il tasso di disoccupazione in Abruzzo aveva raggiunto l’11,4%, quasi il doppio rispetto ai livelli attuali.
Negli ultimi sei anni, secondo i dati citati dalla Regione, la disoccupazione è diminuita complessivamente del 4,6%. Un miglioramento graduale, legato anche alle politiche attive sul lavoro promosse a livello regionale.
Tra gli strumenti utilizzati ci sono programmi di inserimento lavorativo, incentivi per le imprese e iniziative pensate per facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro, soprattutto nelle fasi iniziali della carriera.
Il nodo dei giovani che restano fuori dal lavoro
Accanto ai segnali positivi rimane però una questione aperta: quella dei giovani NEET, cioè ragazzi e ragazze tra i 15 e i 34 anni che non studiano, non lavorano e non partecipano a percorsi di formazione.
I dati mostrano anche qui un miglioramento. Nel corso del 2025 il numero dei giovani in questa condizione è sceso da 46.848 a 39.226.
La riduzione è significativa, pari a circa il 16% in un solo anno. Nonostante questo, si tratta ancora di una fascia ampia della popolazione che fatica a trovare una strada stabile nel mondo del lavoro.
Per la Regione questo resta uno dei punti più delicati su cui intervenire nei prossimi anni. Il rischio è che una parte dei giovani resti ai margini del mercato del lavoro troppo a lungo, con conseguenze che si riflettono anche sul tessuto economico e sociale.
Proprio per questo l’amministrazione regionale ha avviato nuove iniziative legate alle politiche attive, tra cui programmi di tirocini e percorsi di inserimento professionale pensati per avvicinare i giovani alle imprese.
Una ripresa che va consolidata
Il quadro che emerge dai dati è quello di un mercato del lavoro che si muove nella direzione giusta ma con passi ancora prudenti. L’aumento dell’occupazione e la riduzione della disoccupazione indicano che qualcosa sta cambiando rispetto agli anni più difficili.
Allo stesso tempo restano differenze territoriali e situazioni che richiedono attenzione, soprattutto quando si parla di giovani e di accesso stabile al lavoro.
Per molte famiglie abruzzesi questi numeri non sono solo statistiche. Significano possibilità concrete di trovare un impiego, costruire un progetto di vita o rientrare nel mercato del lavoro dopo periodi di difficoltà. La direzione sembra tracciata, ma il percorso resta ancora aperto e richiederà nuove politiche, investimenti e opportunità capaci di trasformare questi segnali positivi in una crescita più stabile nel tempo.








