In un’intervista rilasciata a 60 minuti, programma della Radiotelevisione svizzera RSI, lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet ha affrontato un tema delicato e di grande rilevanza sociale: l’educazione dei figli.
La discussione è partita dalla recente decisione della Svizzera di vietare le punizioni corporali nei confronti dei bambini, una legge che bandisce schiaffi e sculacciate, ritenute inaccettabili nel processo educativo.
Crepet ha commentato la normativa, sottolineando l’importanza di un approccio educativo basato sul rispetto reciproco, piuttosto che sulla violenza.
L’importanza del rispetto come base educativa
Crepet ha fatto chiarezza sulla prima regola educativa che, secondo lui, ogni genitore dovrebbe seguire: “Il rispetto non è la fine, è la partenza”, ha dichiarato.
Secondo lo psichiatra, l’educazione non deve passare attraverso la punizione fisica o la violenza, ma deve fondarsi sulla fiducia e sull’autorevolezza.
In merito alla proposta della Svizzera, Crepet ha aggiunto che un sistema che consentisse l’uso della violenza nei confronti dei bambini sarebbe assolutamente inaccettabile, considerando il progresso delle conoscenze in materia di educazione, che affondano le radici in pensatori come Maria Montessori.
La frase che Crepet considera come fondamentale per ogni adulto nei confronti di un bambino è semplice e diretta: “Io credo in te”.
Questo principio, per lo psichiatra, è la base su cui deve poggiare ogni interazione educativa. Un genitore che crede nel proprio figlio favorisce la crescita di autostima e fiducia in lui, permettendogli di affrontare le sfide della vita con sicurezza e determinazione.

Le regole per crescere i figli di Paolo Crepet
“Genitori spazzaneve”: l’importanza della libertà di sbagliare
Nel corso dell’intervista, Crepet ha poi introdotto il concetto di “genitori spazzaneve”, un termine con cui descrive quei genitori eccessivamente protettivi, che cercano di eliminare ogni difficoltà dalla vita dei figli, rimuovendo ostacoli e sfide.
Questi genitori, secondo Crepet, non aiutano davvero i propri figli a crescere: “Spianare la strada per loro non è un atto di amore, ma una forma di disabilità educativa”, ha affermato.
La vera educazione, secondo lo psichiatra, passa attraverso la responsabilizzazione e la possibilità di sbagliare, poiché gli errori sono parte fondamentale del processo di apprendimento.
Come esempio, Crepet ha citato il tennista Jannik Sinner, il quale, grazie alle sue sconfitte, è riuscito a migliorarsi. Per Crepet, le bocciature e gli insuccessi sono essenziali, poiché insegnano la resilienza e la capacità di reagire positivamente alle difficoltà.
L’autorevolezza dei genitori: tra educazione e autoritarismo
Un altro tema toccato da Crepet riguarda la differenza tra autoritarismo e autorevolezza. Lo psichiatra ha chiarito che l’autorevolezza non implica l’uso della forza o della violenza, ma la capacità di dare l’esempio. “Se ti cresco con le botte, vivrai con le botte”, ha dichiarato.
Questo tipo di approccio, secondo Crepet, non solo è controproducente, ma indebolisce il rapporto tra genitore e figlio, facendo mancare quella che è la vera autorevolezza.
Crepet ha ricordato che l’autorevolezza si basa sulla capacità di “dire di no” quando necessario, ma sempre con affetto e fermezza, evitando l’uso di violenza fisica.
Un genitore che non impone il suo punto di vista con l’intimidazione o la punizione fisica, ma con l’esempio, è in grado di educare nel vero senso della parola, creando un rapporto di rispetto reciproco con il figlio.








