Cole Schmidtknecht aveva 22 anni, viveva in Wisconsin e conviveva con l’asma. La sua non era una situazione eccezionale: una terapia di mantenimento prescritta da tempo e una routine fatta di controlli e farmaci necessari per tenere sotto controllo la malattia.
Il 10 gennaio 2024, entrando in una farmacia Walgreens di Appleton per ritirare il suo inalatore, si trova davanti a qualcosa che — secondo la ricostruzione riportata dai media statunitensi — cambia drasticamente lo scenario. Il prezzo non è più quello abituale. Non più circa 66 dollari, ma 539 dollari.
Un aumento improvviso, di quelli che non lasciano spazio a molte alternative.
Secondo quanto emerso negli articoli di stampa e negli atti giudiziari successivi, Cole non riesce a sostenere il nuovo costo del farmaco di mantenimento. Le ricostruzioni indicano che il giovane lascia la farmacia senza quell’inalatore che utilizzava regolarmente.
Nei giorni successivi la situazione precipita. Cole ha un grave attacco d’asma. Viene ricoverato. Poi la notizia che trasforma una vicenda personale in un caso nazionale: il ragazzo muore pochi giorni dopo.
La causa contro Walgreens e Optum Rx
Dopo la morte, i genitori avviano un’azione legale contro Walgreens e contro Optum Rx, il pharmacy benefit manager coinvolto nella gestione della copertura assicurativa del farmaco.
Nella causa, la famiglia sostiene che l’aumento sarebbe stato legato a un cambiamento nel formulario assicurativo e che non ci sarebbe stato un preavviso adeguato. Secondo l’accusa, al banco non sarebbero state fornite soluzioni efficaci per garantire continuità terapeutica, come alternative realmente accessibili o procedure rapide di eccezione.

La famiglia di Cole Schmidtknecht (Instagram)
Le aziende hanno respinto alcune delle ricostruzioni, sottolineando che il caso è oggetto di contenzioso.
Il caso Schmidtknecht ha rapidamente superato la dimensione giudiziaria, riaccendendo negli Stati Uniti il dibattito sul ruolo dei pharmacy benefit manager e sui meccanismi che regolano coperture, prezzi e accessibilità dei farmaci.
La questione centrale non riguarda soltanto l’aumento di prezzo, ma ciò che accade quando una terapia cronica consolidata diventa improvvisamente non sostenibile per il paziente.
Il confronto inevitabile con l’Italia
Vicende come quella di Cole colpiscono particolarmente anche il pubblico europeo perché mettono in evidenza una differenza strutturale tra sistemi sanitari.
In Italia, grazie al Servizio Sanitario Nazionale, i farmaci essenziali per patologie croniche come l’asma rientrano generalmente tra quelli rimborsati o disponibili con ticket contenuti. Il costo di un inalatore di mantenimento, per un paziente con regolare prescrizione, raramente rappresenta un ostacolo economico tale da impedirne l’accesso.
Negli Stati Uniti, invece, il prezzo finale dipende da un intreccio complesso di assicurazioni private, piani sanitari, formulari e pharmacy benefit manager. Una modifica amministrativa, un cambiamento di copertura o di classe di rimborso possono tradursi in aumenti improvvisi anche molto significativi per il paziente.
È una differenza che non riguarda solo i numeri, ma la percezione stessa della cura: diritto garantito dal sistema pubblico da una parte, servizio mediato dal mercato dall’altra.
La morte di Cole Schmidtknecht resta al centro di un procedimento legale ancora in corso, ma intanto la sua vicenda è diventata simbolo di un problema più ampio.
Perché quando l’accesso a un farmaco dipende da un prezzo improvvisamente insostenibile, la salute smette di essere solo una questione clinica. Diventa una questione economica. E, a volte, tragicamente irreversibile.








