Quasi duemila euro l’anno solo per luce e gas, nel 2025 le famiglie abruzzesi hanno speso in media 1.896 euro per le bollette domestiche nel mercato libero con tariffa indicizzata.
La cifra è leggermente più bassa rispetto al 2024, ma resta comunque molto più alta rispetto al passato: nel 2018 la spesa media non arrivava a 1.200 euro. In pochi anni il peso delle utenze domestiche è cresciuto in modo evidente nei bilanci familiari.
I dati arrivano da un’analisi realizzata da Facile.it, basata sui consumi dichiarati da oltre 21.000 utenze domestiche. Il quadro che emerge racconta una realtà ormai familiare a molte famiglie: il costo dell’energia resta elevato e continua a incidere sulle spese quotidiane.
Il gas pesa più della luce
La voce che pesa di più resta il gas. Nel 2025 le famiglie abruzzesi hanno speso in media 1.231 euro per il riscaldamento e l’uso domestico, mentre la bolletta della luce si è fermata a circa 665 euro.
Una differenza che si spiega soprattutto con i consumi legati al riscaldamento, particolarmente rilevanti nei mesi più freddi. Nonostante questo, sul fronte dell’energia elettrica l’Abruzzo si colloca tra le regioni italiane con le bollette meno costose: la spesa per la luce è tra le più basse del Paese.
Questo però non cambia molto la percezione delle famiglie. Quando si sommano gas ed elettricità, la cifra finale resta significativa e spesso difficile da gestire, soprattutto per chi ha redditi medio-bassi o vive in abitazioni con consumi elevati.
Le differenze tra le province abruzzesi
L’analisi ha evidenziato anche alcune differenze tra le province della regione. Per quanto riguarda l’energia elettrica, la provincia con le bollette più alte è risultata Pescara, con una spesa media di circa 693 euro l’anno.
Subito dopo troviamo Chieti, dove la spesa media è stata di 688 euro. Seguono Teramo con 679 euro e L’Aquila, che registra la cifra più bassa tra le quattro province con circa 597 euro.
Sul fronte del gas la situazione cambia leggermente. Qui il primato delle bollette più pesanti spetta alla provincia di Chieti, dove la spesa media ha raggiunto i 1.294 euro.
Subito dopo si colloca L’Aquila con circa 1.235 euro, seguita da Pescara con 1.198 euro e Teramo, che registra una spesa media di 1.188 euro.
Le differenze tra territori possono dipendere da diversi fattori: condizioni climatiche, caratteristiche degli edifici, dimensioni delle abitazioni e tipologia degli impianti di riscaldamento.
Prezzi dell’energia ancora molto instabili
Secondo gli analisti, la situazione potrebbe restare incerta anche nei prossimi mesi. Le tensioni internazionali e l’andamento delle materie prime energetiche continuano a influenzare il prezzo finale pagato dai consumatori.
In particolare, l’attenzione è rivolta alle possibili conseguenze dei nuovi equilibri geopolitici legati al conflitto in Iran. Eventuali ripercussioni sul mercato energetico potrebbero tradursi rapidamente in aumenti per le famiglie che hanno una tariffa variabile.
In uno scenario così instabile, il suggerimento degli esperti è di monitorare con attenzione la propria offerta energetica. Confrontare periodicamente le tariffe disponibili sul mercato può aiutare a capire se il contratto attuale resta conveniente oppure se è il momento di cambiare fornitore.
Per molte famiglie non è una scelta semplice, ma diventa sempre più frequente. Con prezzi così volatili, anche piccoli cambiamenti nelle condizioni del mercato possono trasformarsi rapidamente in bollette più pesanti.








