Strumenti di laboratorio, macchine di calcolo, dispositivi scientifici che raccontano decenni di ricerca universitaria: all’Aquila prende forma un nuovo spazio dedicato alla memoria scientifica dell’ateneo, con l’apertura della nuova sede del Pomaq nel centro della città.
Il Polo museale dell’Università dell’Aquila inaugurerà la sua nuova sede venerdì 20 marzo nei locali di Palazzo Ciavoli-Cortelli, in via Roma 33. Uno spazio pensato per raccogliere e raccontare strumenti e tecnologie utilizzati nei laboratori universitari nel corso di diversi decenni.
L’apertura coincide con la Giornata nazionale delle Università italiane e con l’iniziativa “Università svelate 2026”, promossa dalla Crui, la Conferenza dei rettori delle università italiane.
Un museo che racconta la storia della ricerca
Il nuovo allestimento è stato realizzato nei locali al piano terra dello storico edificio nel centro dell’Aquila. Qui trovano posto strumenti legati a diversi ambiti scientifici: biologia, biotecnologie, scienze ambientali, informatica, fisica e ingegneria.
Molti degli oggetti esposti provengono direttamente dai laboratori dell’Università dell’Aquila. Si tratta di strumenti ormai dismessi dall’attività quotidiana della ricerca, ma che rappresentano una parte importante della storia scientifica dell’ateneo.
Altri pezzi arrivano invece da donazioni private. Nel complesso la collezione copre un arco temporale che va dagli anni Cinquanta agli anni Novanta del Novecento.
Apparecchiature analogiche, strumenti di misura, vecchi sistemi di calcolo e dispositivi sperimentali permettono di ricostruire il modo in cui si faceva ricerca prima dell’era digitale.
Il progetto del Polo museale
Il Pomaq, acronimo di Polo museale dell’Università dell’Aquila, non è un museo tradizionale concentrato in un solo edificio. Si tratta di un museo diffuso, distribuito in diverse sedi dell’ateneo.
Il progetto è stato avviato nel 2018 con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio scientifico e culturale dell’università.
Oltre alla nuova sede di Palazzo Ciavoli-Cortelli, il Polo comprende anche il Museo delle ceramiche di San Domenico e il Giardino alpino di Campo Imperatore, due realtà molto diverse tra loro ma unite dall’idea di raccontare il rapporto tra ricerca, territorio e storia.
Il simbolo del Polo museale è rappresentato da un logo con sette petali, ognuno dei quali richiama una delle collezioni che fanno parte del progetto.
Tra queste figurano l’archeologia, le scienze ambientali, gli strumenti per le biotecnologie, gli apparati di misura fisica, le tecnologie per il calcolo applicato, la collezione dello stampatore d’arte Nicola D’Arcangelo e le raccolte legate alle scienze dell’ingegneria.
Un patrimonio che rischiava di andare perduto
Durante la presentazione del progetto, il rettore dell’Università dell’Aquila Fabio Graziosi ha spiegato che il nuovo spazio nasce con l’intento di conservare e raccontare una parte della storia recente dell’ateneo.
Molti strumenti utilizzati nei laboratori universitari finiscono infatti per essere accantonati o dimenticati quando la tecnologia cambia.
Secondo Graziosi, il museo permette di osservare l’evoluzione delle tecnologie scientifiche e di capire come si sono sviluppate nel tempo le attività dei dipartimenti e dei laboratori di ricerca.
Non è solo una raccolta di oggetti tecnici. È anche una narrazione del lavoro di generazioni di ricercatori, studenti e docenti che hanno utilizzato quegli strumenti.
La sfida di raccontare strumenti diversi
Durante la conferenza di presentazione sono intervenuti anche la direttrice del Dipartimento Disim, Donatella Donatelli, e Luca Pezzuto, docente di Museologia e referente dell’ateneo per il patrimonio culturale.
Pezzuto ha sottolineato come una delle sfide principali sia stata quella di rendere comprensibile al pubblico un patrimonio molto eterogeneo.
Strumenti provenienti da discipline diverse rischiano infatti di apparire distanti tra loro. Il lavoro museale consiste proprio nel costruire un percorso che permetta di leggere queste collezioni come parti di una stessa storia.
Con l’apertura del nuovo spazio espositivo il Polo museale dell’Università dell’Aquila aggiunge un nuovo tassello a questo racconto, mettendo a disposizione della città e dei visitatori una parte significativa della memoria scientifica dell’ateneo.








