Quando si pensa a Luca Cordero di Montezemolo l’immagine è quasi automatica: giacca impeccabile, paddock di Formula 1, il rosso di Maranello alle spalle.
Per molti resta l’uomo della rinascita Ferrari tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, il presidente che ha riportato il Cavallino a dominare in pista e a rafforzare il mito su strada. Eppure, nel pieno di quel periodo, l’auto che usava tutti i giorni non era una supercar.
Niente Ferrari parcheggiata sotto casa, nessuna V12 rombante per andare in ufficio. Montezemolo si muoveva spesso con una Jeep Grand Cherokee, un SUV potente, certo, ma lontano dall’immaginario che si associa a chi guidava il marchio più iconico dell’automobilismo italiano. Una scelta che, ancora oggi, sorprende più di quanto si pensi.
La Jeep che oggi fa parlare
Quell’esemplare è riapparso sul mercato dell’usato, pubblicato su AutoScout24 con un prezzo che ha fatto discutere: 65.000 euro. Non pochi per una Jeep, anche se parliamo della versione più muscolosa, equipaggiata con un V8 da 6.4 litri capace di erogare 470 cavalli, uno 0-100 in circa cinque secondi e una velocità massima autolimitata a 250 km/h.
Non è un SUV qualunque, questo va detto. È la variante SRT, quella pensata per chi vuole spazio e comfort ma non intende rinunciare alla spinta di un otto cilindri americano. Assetto rigido, freni maggiorati, interni in pelle e un’impostazione più vicina a una granturismo alta da terra che a un fuoristrada classico.
Eppure resta una Jeep. E il punto, più che tecnico, è simbolico: l’uomo simbolo della Ferrari che sceglie un SUV americano per la vita di tutti i giorni.
Perché proprio quella scelta
Chi ha frequentato l’ambiente sa che i vertici Ferrari non sono obbligati a usare ogni giorno una Rossa. Anzi, spesso scelgono altro per muoversi in modo più discreto, o semplicemente più pratico. Un SUV come la Grand Cherokee permette di viaggiare comodi, affrontare lunghe tratte autostradali, salire e scendere senza l’attenzione costante che attira una supercar.

La Jeep di Luca Cordero di Montezemolo in vendita (Screenshot autoscout24)
C’è anche un aspetto personale, che raramente emerge nei comunicati ufficiali: chi vive immerso tra auto estreme, test, presentazioni e prototipi, a volte desidera qualcosa di diverso per la quotidianità. Un mezzo solido, potente ma meno “teatrale”. Non è una contraddizione, è una scelta di equilibrio che racconta un lato meno patinato del potere.
Il fatto che oggi quell’auto sia in vendita aggiunge un elemento in più. Non si compra soltanto un SUV V8, si compra un pezzo di storia legato alla rinascita Ferrari di fine anni Novanta, agli anni dei titoli mondiali e del ritorno al vertice.
Cosa significa per chi la guarda oggi
Per l’appassionato medio la notizia ha un doppio effetto. Da una parte c’è la curiosità di scoprire che anche chi ha guidato Ferrari per anni, nel privato, poteva scegliere qualcosa di meno scontato. Dall’altra c’è il tema del prezzo: 65.000 euro per una Jeep usata non sono bruscolini, ma il valore qui non è solo meccanico, è legato al nome sul libretto.
Resta da capire quanto pesi davvero questa provenienza sul mercato reale. C’è chi pagherebbe volentieri un sovrapprezzo pur di poter dire di guidare l’ex auto di Montezemolo, e chi invece guarderà solo chilometri, manutenzione e condizioni generali, senza farsi troppo suggestionare.
In fondo è questo il fascino delle auto con un passato illustre: non compri soltanto un motore e quattro ruote, ma una storia da portarti dietro, ogni volta che giri la chiave.








