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Montesilvano, studenti “sentinelle di felicità”: il progetto che cambia il modo di vedere il mondo

Un sorriso insieme a scuola
Montesilvano, studenti “sentinelle di felicità”: il progetto che cambia il modo di vedere il mondo - Istruzionepescara.it

A Montesilvano un progetto scolastico ha lasciato il segno nei ragazzi, trasformando semplici lezioni in un’esperienza concreta capace di cambiare il modo di vedere il mondo e il rapporto con gli altri.

Gli alunni delle sei classi quinte della direzione didattica cittadina hanno ricevuto il “diploma” di Sentinelle di civiltà e felicità, al termine di un percorso educativo promosso da Claudio Ferrante dell’associazione Carrozzine Determinate insieme all’avvocato Mariangela Cilli.

Un progetto sostenuto anche da realtà del territorio, come la Farmacia Cantó, e realizzato con il supporto dell’istituto scolastico e delle istituzioni locali, che hanno contribuito a rendere possibile un’esperienza formativa fuori dagli schemi tradizionali.

Un percorso tra inclusione e consapevolezza

Nel corso dei mesi, gli studenti si sono confrontati con temi come inclusione, disabilità, diversità e accessibilità, imparando a riconoscere non solo le barriere fisiche, ma anche quelle culturali e sociali.

Uno dei momenti più significativi è stata la cosiddetta “passeggiata empatica”, durante la quale i ragazzi hanno vissuto in prima persona le difficoltà legate alle barriere architettoniche, muovendosi in città con strumenti che simulano condizioni di mobilità ridotta.

Un’esperienza diretta che ha permesso loro di comprendere quanto ostacoli apparentemente banali possano diventare insormontabili nella vita quotidiana.

Le parole dei ragazzi: “Ho capito cos’è la felicità”

Sono proprio le testimonianze degli studenti a raccontare il valore del progetto. Asia, una delle partecipanti, ha spiegato come l’incontro con Claudio Ferrante e l’esperienza vissuta abbiano cambiato la sua percezione della felicità.

Attraverso la passeggiata, ha imparato a riconoscere ostacoli spesso ignorati: marciapiedi non accessibili, veicoli parcheggiati male, piccoli elementi urbani che possono creare grandi difficoltà.

Un altro aspetto emerso è la consapevolezza di quanto spesso si diano per scontate azioni quotidiane, che per alcune persone risultano invece impossibili o molto difficili.

Francesca ha sottolineato l’impatto emotivo dell’esperienza, parlando di una nuova attenzione verso il rispetto e l’uso delle parole, mentre Aurora ha raccontato quanto il messaggio ricevuto durante il progetto continuerà a guidarla nel tempo.

Un progetto che coinvolge anche le famiglie

La giornata conclusiva ha visto la partecipazione anche dei genitori, che hanno potuto osservare direttamente i cambiamenti nei propri figli e comprendere la profondità del percorso svolto.

Un segnale chiaro di come l’educazione possa andare oltre la scuola, coinvolgendo l’intera comunità e creando un dialogo tra generazioni.

Fondamentale anche il contributo delle realtà locali e dei volontari, che hanno messo a disposizione strumenti e competenze per rendere possibile ogni fase del progetto.

Un modello educativo che lascia il segno

L’iniziativa si conferma come un esempio concreto di educazione civica capace di unire teoria e esperienza, aiutando i più giovani a sviluppare empatia e senso di responsabilità.

Un percorso che non si limita alla conoscenza, ma punta a formare cittadini più consapevoli, pronti a osservare la realtà con occhi diversi e a contribuire al cambiamento.

Per molti studenti, non è stato solo un progetto scolastico, ma un momento che resterà nel tempo, influenzando il modo di vivere e di relazionarsi con gli altri.

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