In molte cucine italiane c’è una funzione che resta invisibile per mesi, a volte per anni. Si compra un forno nuovo, si scelgono programmi classici come statico e ventilato, si prova magari il grill, e intanto nel display o attorno alla manopola compare una voce che pochi notano davvero: Air Fry.
Il boom delle friggitrici ad aria ha cambiato le abitudini di parecchie famiglie. Cotture rapide, meno odori, niente olio che schizza, promesse di piatti più leggeri. I produttori di forni, che per un periodo hanno rischiato di sembrare improvvisamente “vecchi”, hanno reagito inserendo nei modelli più recenti programmi pensati per replicare quell’effetto croccante tanto ricercato.
Nasce così la modalità Air Fry, presente ormai su molti forni di nuova generazione, anche non particolarmente costosi. Il punto è che tanti utenti non lo sanno. Oppure lo scoprono per caso, magari leggendo le istruzioni quando cercano tutt’altro.
La logica è simile a quella di una friggitrice ad aria: temperature elevate e ventilazione intensa che investe il cibo, favorendo doratura e croccantezza. Il forno, però, lavora in uno spazio molto più grande, con una dispersione del calore inevitabile. Per questo i risultati possono essere buoni, ma non sempre identici a quelli di un’air fryer compatta.
Le patatine vengono dorate anche con Air Fry, ma spesso richiedono qualche minuto in più. Gli alimenti impanati reagiscono bene, mentre cibi più delicati possono seccarsi se non si trova il giusto equilibrio tra tempo e temperatura.
Come si attiva davvero la modalità Air Fry
Qui iniziano i dubbi più frequenti. Non esiste un’unica regola valida per tutti i forni. In alcuni modelli la funzione è chiaramente indicata come programma dedicato, selezionabile dal menu. In altri bisogna combinare ventilazione e temperature alte, usando magari un accessorio specifico.
Molti produttori includono un vassoio microforato o una griglia profonda che permette all’aria di circolare sopra e sotto il cibo. Senza quell’elemento la cottura tende ad assomigliare a una ventilata tradizionale, con meno croccantezza e più umidità trattenuta.

Forno o friggitrice ad aria? (istruzionepescara.it)
È uno di quei casi in cui il forno ha la funzione giusta, ma l’utente continua a usare la classica teglia piena, ottenendo risultati che non convincono del tutto.
Tempi più lunghi, ma più spazio
Un forno resta un elettrodomestico di grandi dimensioni. Serve più tempo per il preriscaldamento, serve più energia, ma in cambio si possono cuocere quantità decisamente superiori. Per una famiglia numerosa la modalità Air Fry può diventare pratica, soprattutto con surgelati, crocchette, verdure gratinate.
Quando invece si preparano piccole porzioni, magari uno snack veloce o un contorno al volo, la friggitrice ad aria da banco mantiene una comodità difficile da ignorare. Si accende e parte quasi subito, senza dover scaldare l’intera cavità del forno.
Funzione utile o semplice effetto moda?
La risposta cambia da cucina a cucina. Chi usa spesso il forno può apprezzare la presenza di Air Fry, evitando di aggiungere un altro apparecchio sul piano di lavoro. Chi ha già una friggitrice ad aria difficilmente la abbandonerà, perché rapidità e praticità quotidiana restano il suo punto di forza.
Questa funzione racconta bene un fenomeno sempre più evidente: gli elettrodomestici non si sostituiscono, si sovrappongono. Il forno diventa un po’ friggitrice ad aria, la friggitrice ad aria resta un mini forno super ventilato. E nel mezzo ci sono utenti che spesso non sanno nemmeno di avere già in casa l’opzione che stavano pensando di comprare.








