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Federmacchine: “Essenziale tutelare la clausola Made in Ue per la competitività industriale”

Federmacchine: “Essenziale tutelare la clausola Made in Ue per la competitività industriale”
Federmacchine: “Essenziale tutelare la clausola Made in Ue per la competitività industriale”

La federazione degli industriali della meccanica critica la possibile apertura agli incentivi per beni extra UE e sollecita il governo a tutelare competitività e investimenti italiani

Roma, 6 febbraio 2026 – Federmacchine torna a farsi sentire con forza sul tema della tutela del Made in UE nel contesto delle agevolazioni fiscali per gli investimenti in beni strumentali. L’attenzione si concentra sull’annuncio del viceministro dell’economia e delle finanze, Maurizio Leo, riguardo alla possibile eliminazione del vincolo che limita gli incentivi fiscali – come l’iperammortamento – ai soli beni prodotti all’interno dell’Unione europea. Una novità che, se confermata, potrebbe avere profonde ripercussioni sul settore italiano della meccanica e dell’impiantistica industriale.

Federmacchine e la difesa del vincolo Made in UE

Bruno Bettelli, confermato presidente di Federmacchine per il biennio 2025-2026, ha espresso un netto dissenso verso le dichiarazioni governative. La federazione, che rappresenta 12 categorie produttive di impiantistica italiana, sottolinea come la clausola Made in UE rappresenti un pilastro fondamentale per salvaguardare la competitività delle aziende nazionali nel mercato globale. Bettelli ha evidenziato il rischio concreto di un indebolimento dell’industria italiana, qualora gli incentivi fossero estesi indiscriminatamente anche ai beni provenienti da Paesi extraeuropei.

In una nota ufficiale, Federmacchine manifesta inoltre una forte preoccupazione per i ritardi nell’emanazione dei decreti attuativi relativi all’iperammortamento previsti nella legge di Bilancio 2026. Questo rallentamento, secondo Bettelli, potrebbe minare la fiducia degli imprenditori e frenare gli investimenti in innovazione tecnologica.

Maurizio Leo e la politica economica del governo Meloni

Il viceministro Maurizio Leo, in carica dal novembre 2022 con delega alle finanze nel governo Meloni, è una figura chiave nelle dinamiche economiche attuali. Laureato in giurisprudenza e con una lunga carriera accademica e politica alle spalle, Leo ha sempre mostrato un forte impegno nella riforma fiscale e nella gestione delle finanze pubbliche. È stato il principale promotore della riforma del fisco approvata nel marzo 2023, che mira a semplificare la tassazione e incentivare la crescita economica.

Tuttavia, la recente proposta di estendere gli incentivi fiscali anche ai beni strumentali provenienti da paesi extra UE ha sollevato un acceso dibattito. Se da un lato questa misura potrebbe favorire gli importatori, dall’altro rischia di penalizzare le imprese manifatturiere italiane, che da sempre puntano sull’innovazione e sulla qualità certificata del Made in UE.

Implicazioni per il mercato italiano dei beni strumentali

Il settore dei beni strumentali è strategico per l’economia italiana, poiché rappresenta la base per la produzione industriale e la competitività internazionale. La posizione di Federmacchine riflette una preoccupazione diffusa tra gli operatori per la tutela della produzione nazionale e la necessità di mantenere incentivi mirati, capaci di valorizzare il tessuto industriale italiano ed europeo.

Bruno Bettelli, con la sua esperienza ventennale nel settore, ribadisce la necessità di una politica industriale coerente e di tempi certi per l’attuazione delle misure fiscali, affinché gli imprenditori possano pianificare investimenti strategici senza incertezze. Il dibattito si prospetta cruciale nei prossimi mesi, con un’attenzione particolare alle scelte che il governo Meloni e il viceministro Leo adotteranno per bilanciare apertura commerciale e protezione delle produzioni europee.

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