Il brusco calo del Bitcoin trascina al ribasso l’intero mercato delle criptovalute, tra incertezze geopolitiche, nuove regolamentazioni e fuga degli investitori verso asset rifugio
Milano, 6 febbraio 2026 – Dopo un picco storico raggiunto a ottobre 2025 con il valore di oltre 125mila dollari, il Bitcoin continua la sua discesa, attestandosi ora poco sopra i 67mila dollari. Questo movimento al ribasso, il più marcato dallo scorso novembre 2024, ha coinvolto anche altre criptovalute di rilievo come Ethereum, Binance, Dogecoin e Cardano, segnando un momento di incertezza per il mercato delle valute digitali.
Il crollo del Bitcoin e il contesto politico-economico
La recente caduta del Bitcoin riflette un cambiamento radicale nel sentiment degli investitori, che hanno progressivamente abbandonato l’entusiasmo estivo per la criptovaluta. La perdita di appeal è avvenuta nonostante le politiche inizialmente favorevoli promosse dall’amministrazione Trump, che ha sostenuto l’adozione e la regolamentazione positiva delle criptovalute durante il suo secondo mandato iniziato nel 2025.
Il presidente Donald Trump, rieletto nel 2024, ha firmato nel marzo 2025 un ordine esecutivo per istituire una riserva strategica in Bitcoin, segno dell’importanza attribuita alla criptovaluta da parte dell’attuale amministrazione repubblicana. Tuttavia, le crescenti tensioni geopolitiche, le controversie commerciali e le minacce tariffarie hanno spinto gli investitori verso asset rifugio più tradizionali come oro e argento. La valuta americana, indebolitasi nei primi mesi del 2026 a causa delle incertezze politiche negli Stati Uniti, ha visto un improvviso rafforzamento in seguito alla nomina di Kevin Warsh alla Federal Reserve, accentuando la pressione ribassista sulle criptovalute.
Bitcoin, una rivoluzione monetaria ancora da realizzare?
Secondo Pramol Dhawan, CEO di Pimco, la narrativa del Bitcoin come oro digitale si è progressivamente dissolta, con il calo dei prezzi che «dimostra come non ci sia alcuna rivoluzione monetaria» in atto. Il confronto con i beni rifugio tradizionali ha evidenziato l’instabilità e la volatilità delle criptovalute, che non hanno saputo offrire una risposta efficace durante il recente rally dell’oro verso livelli record.
Il legame tra il Bitcoin e la politica repubblicana, incarnata da Trump, sembra aver contribuito a un certo snobismo istituzionale nei confronti delle criptovalute. Molti investitori professionali hanno iniziato a trattare il Bitcoin come un asset ad alto rischio, distanziandosi da un’epoca in cui le mosse regolamentari favorevoli avevano spinto il valore della criptovaluta verso nuovi massimi.
Bitcoin: evoluzione e sfide del sistema decentralizzato
Il Bitcoin, nato nel 2009 su iniziativa di un’entità nota come Satoshi Nakamoto, rappresenta una delle prime realizzazioni pratiche del concetto di moneta digitale decentralizzata, basata su un sistema peer-to-peer e un protocollo open source. Negli anni ha attraversato fasi di forte crescita, crisi e rinnovamenti tecnologici, con aggiornamenti come Taproot nel 2021 e l’introduzione degli NFT tramite il protocollo Ordinals nel 2023.
Nonostante la sua ideologia di libero mercato e decentralizzazione, la criptovaluta resta un asset altamente volatile e non privo di rischi legati alla sicurezza e alla regolamentazione. L’Unione Europea, con il regolamento MiCA approvato nel 2024, ha iniziato a introdurre un quadro normativo per il settore, mentre negli Stati Uniti la SEC ha aperto il mercato agli investitori istituzionali con l’approvazione degli ETF spot su Bitcoin.
L’andamento attuale riflette la complessità nel bilanciare innovazione, sicurezza e fiducia nel settore delle criptovalute, con la sfida di dimostrare se il Bitcoin potrà mantenere la sua promessa di rivoluzione monetaria o se rimarrà un asset speculativo legato a dinamiche politiche e di mercato ancora molto fluide.








