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L’AI di Google consiglia DuckDuckGo a chi vuole evitare l’intelligenza artificiale

Ricerche anti IA su laptop
L’AI di Google consiglia DuckDuckGo a chi vuole evitare l’intelligenza artificiale - Istruzionepescara.it

Google sta spingendo l’intelligenza artificiale dentro il suo motore di ricerca, ma una risposta generata automaticamente ha finito per indicare agli utenti la strada verso DuckDuckGo.

Il risultato ha un sapore quasi paradossale: chi ha cercato un modo per evitare le risposte AI si è visto suggerire proprio da AI Overview la pagina “No AI Search” del concorrente. Una pubblicità gratuita e inattesa per il motore di ricerca che, in questo momento, sta costruendo parte della propria comunicazione sulla possibilità di scegliere.

L’episodio è emerso attraverso uno screenshot condiviso da DuckDuckGo, nel quale la risposta di Google proponeva alternative per chi preferisce una ricerca più tradizionale. Tra queste compariva la pagina dedicata ai risultati senza intelligenza artificiale, priva di risposte sintetiche e inviti alle chat. Il dettaglio curioso è che a indicarla non è stato un normale collegamento tra i risultati, ma lo stesso sistema AI di Google che alcuni utenti stavano cercando di evitare.

Google spinge sull’AI, ma non tutti vogliono usarla

Dopo il Google I/O 2026, l’azienda ha accelerato sulla trasformazione della ricerca, con risposte più conversazionali, domande successive e strumenti capaci di svolgere attività direttamente dai risultati. Per Google, il nuovo motore di ricerca deve capire meglio le intenzioni dell’utente e offrire risposte più complete. Una parte del pubblico, però, continua a preferire i classici collegamenti blu, da aprire e confrontare senza una sintesi generata in automatico.

Il problema non è necessariamente un rifiuto totale dell’intelligenza artificiale. Molti utenti vogliono semplicemente poter decidere quando usarla, soprattutto per ricerche semplici come un sito, un orario, una notizia o una pagina precisa. Google permette di selezionare il filtro Web, ma non offre un interruttore permanente per disattivare tutte le AI Overview. È proprio questo spazio lasciato scoperto che DuckDuckGo sta cercando di occupare.

DuckDuckGo offre una ricerca senza risposte generate

La pagina “No AI Search” disattiva per impostazione predefinita le funzioni assistite dall’intelligenza artificiale, le immagini generate e gli inviti a usare una chat. DuckDuckGo dispone comunque di strumenti AI, tra cui Search Assist e Duck.ai, ma consente di spegnerli o di ignorarli più facilmente. La differenza, quindi, non sta nell’assenza completa dell’AI, ma nel maggiore controllo lasciato all’utente sul modo in cui vengono mostrati i risultati.

Questa promessa sembra aver intercettato una certa insofferenza. Dopo gli annunci di Google, le installazioni statunitensi dell’app DuckDuckGo hanno registrato una crescita media settimanale superiore al 18%, con picchi oltre il 30%. Anche gli accessi alla pagina senza AI sono aumentati. Sono numeri ancora piccoli rispetto al dominio di Google Search, ma mostrano che esiste una parte del pubblico interessata a una ricerca più semplice, meno invadente e maggiormente personalizzabile.

La risposta ironica che racconta un problema più grande

Google non rischia certo di perdere la propria posizione per una risposta favorevole a DuckDuckGo. L’episodio, però, mette in evidenza una contraddizione: un sistema progettato per trattenere gli utenti dentro la nuova ricerca AI ha riconosciuto come soluzione valida il servizio di un concorrente. In fondo, AI Overview ha risposto correttamente alla domanda ricevuta, anche se il risultato non coincideva con gli interessi commerciali di Google.

La vicenda racconta soprattutto quanto la scelta stia diventando importante. C’è chi vuole risposte pronte e conversazioni lunghe, ma c’è anche chi desidera soltanto cercare una pagina e decidere da solo quale fonte leggere. Se Google continuerà a rendere l’AI sempre più centrale senza offrire un modo semplice per escluderla, motori alternativi come DuckDuckGo potranno trasformare questo malcontento in un’occasione. E stavolta, a indicare l’uscita, è stata proprio l’intelligenza artificiale di Google.

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